Friday, July 24, 2015

GIOCANDO AL MEGLIO NEL MOMENTO CRUCIALE: 1° parte

 Il meno è più

Recentemente ho partecipato ai Campionati europei maschili di pallacanestro  under-20.  Un giorno stavo parlando con uno degli allenatori circa le prestazioni della sua squadra durante i primi gironi del campionato, e la discussione portò a parlare della prestazione  di uno dei giocatori leader della squadra , il  loro grande uomo  “go to” che  in quella stagione stava giocando in una delle squadre universitarie di elite degli Stati Uniti.

“E’ capace di grandi prestazioni e noi veramente dipendiamo da lui, ma durante le due ultime partite è venuto meno alle aspettative” mi disse l’allenatore.

Continuando a discutere della situazione, uno degli aspetti emersi è stato che a questo giocatore erano affidati numerosi  incarichi  di diversa natura  : chiaramente troppi rispetto alle sue capacità di gestirli. Si ebbe l’impressione che il giocatore  cercasse (in termini figurativi) di giocare con troppe palle.  Io chiesi all’allenatore cosa ne pensasse circa la riduzione dei compiti  che aveva assegnato a questo giocatore.  Cercai di convincerlo che “Il meno è più”.

Restringendo il  numero di incarichi di un atleta quando è il momento di  scendere in campo e di gareggiare, si fornisce all’atleta uno degli elementi più importanti  da  portare con sé durante la gara  : il senso di controllo .  Avere meno cose di cui preoccuparsi rende  più gestibile l’incarico, in modo  che  l’atleta si sente rinforzato/a piuttosto che sovraccarico/a.

Nel libro “Heads Up Baseball: Playing the Game One Pitch at a Time,” gli autori Ken Ravizza e Tom Hanson descrivono  la vasta gamma di pensieri che affliggono un giocatore  nel giorno della partita, dal momento in cui si alza, a quando consuma il suo pasto prima della gara, ecc. Più tardi, quando arriva in palestra, un giocatore esperto riesce a liberare la mente da alcuni di quei pensieri ed inizia  a concentrarsi.
Quando il giocatore indossa la sua divisa, fa i riscaldamenti e la squadra si allinea in campo…..quando si avvicina il tempo del fischio d’inizio,    l’attenzione dell’atleta continua a restringersi ,come in un imbuto (largo all’inizio stretto alla fine). 

Al momento del fischio d’inizio , l’attenzione dell’atleta si è ristretta  ad UN SOLO  specifico pensiero o intenzione.

Alle Olimpiadi invernali di Lillehammer, lo sciatore discesista  Americano Tommy Moe stupì  tutti quanti vincendo  la medaglia d’oro.  Moe, che  in quella gara batté tutti i concorrenti, non aveva mai vinto prima nella sua carriera una gara internazionale.
Quando, più tardi,,  gli  fu chiesto di parlare della sua performance, Moe commentò  :  “ho solo pensato a cose essenziali.  Volevo concentrarmi sul fare le mie curve con un forte peso sulla parte esterna dello sci e tenendo le mani in avanti.  Sapevo che se mi fossi concentrato su quelle due cose avrei sciato velocemente. Quello era tutto ciò che volevo fare.

Bob McKillop, lo stimatissimo allenatore del basketball maschile  al Davison College (per sei volte conference coach dell’anno e nel 2008  allenatore nazionale  dell’anno ) descrive  i vantaggi derivanti dal  semplificare le cose  quando si è sotto pressione, citando il seguente esempio: “nel momento in cui  arrivi  a giocare nel post-season e nel torneo NCAA e ti devi preparare a fronteggiare qualsiasi tipo di avversario, è il tempo per ridurre il tuo gioco agli elementi chiave- quelli in cui hai sei diventato bravo durante la stagione- e lasciar perdere il resto, le cose mediocri e quelle che hai  solamente sperimentato ”.

L’allenatore principale della squadra maschile di basketball dello Stato dell’ Arizona, Herb Sendek,  concorda facendo notare che : “Talvolta mi accorgo  che iniziamo una partita  e dobbiamo concretamente semplificare  il nostro piano d’attacco  attuandone solo una parte - la parte  che riteniamo più efficace contro i nostri avversari- e attenendoci  strettamente a quella.  Io penso che si debba affrontare il gioco con determinati obbiettivi anziché cercare di coprire  qualsiasi tipo di situazione.. Il concetto è quello di “togliere il grasso” e rendere le cose semplici  in modo che i tuoi giocatori  non vadano a compromettere  il loro più alto livello di gioco”

Jack Nicklaus, uno dei più grandi golfisti di tutti I tempi, diede un consiglio simile a proposito di come  ottenere la battuta ideale : “restringi i tuoi pensieri sulla battuta a quelle due o tre più semplici che ti hanno aiutato in passato”.  Lo stesso Nicklaus concepì due idee : “Testa ferma “ e “ Completa la battuta all’indietro” e  concentrandosi  su questi due pensieri nel momento cruciale, ottenne il risultato sperato.

Dopo aver parlato con l’ allenatore  di quella  squadra maschile europea  under-20, affrontò la  partita del giorno successivo  chiedendo  a questo giocatore di concentrarsi  principalmente sul rimbalzo e secondariamente  cercare  di segnare se si presentava l’occasione. Assegnando al giocatore un compito più ristretto, gli diede un incarico più gestibile….e lo aiutò a sentirsi PIU’ IN CONTROLLO.
Al giocatore non veniva più richiesto di “giocare con troppe palle”. E come risultato la sua produttività in gara  ritornò al massimo della forma, e giocò una delle sue migliori partite  del torneo, aiutando la sua squadra  ad avanzare verso l’ area  della medaglia.

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NOTE:  Here is what one player wrote me after I sent him the above article:

I wanted to tell you, the idea you had of focusing on just one thing has been really useful for me. I have had three of my best games and two full weeks of great practices – and it’s all due to this idea of one thought! I just keep telling myself to be an animal.  That’s it… I just say “Be aggressive and be an animal” and that thought is what makes me able to play with aggressiveness and energy.  Because of that I am able to not only play well but to instill confidence in myself and not only that but in my coaches and teammates as well! They want to get me the ball because I showed them what I can do once it is in my hands.  All this success is because of that one word. So thank you!! I really appreciate the ideas that you keep sharing with me.”    

Two weeks after writing me – this player had his first college double-double followed by his first 20-point game.

One other young player wrote this:

I used your idea in a recent game to focus only on defense and nothing more and I did well.  I didn’t allow my opponent to get the ball – or when he got it I defended his shots so he couldn’t get the off and even blocked some of them. On offense, and on rebounding, things went well also – I was confident – and will continue to use this strategy. Thanks!


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