Friday, July 24, 2015

MANTENERE UNA CONCENTRAZIONE COMPETITIVA Parte 2:

 GESTIRE DISTRAZIONI

Davide, un giocatore all’ultimo anno di college, capitano della squadra di calcio, venne a trovarmi poiche’ era solito perdere fiducia in se’ stesso in determinati episodi. Per esempio mi disse che, a causa della sua posizione di leader, ogni qualvolta facesse un errore durante una gara, questo si ripercuoteva in modo negativo su di lui; per questo motivo temeva di perdere rispetto dai giocatori piu’ giovani. Quando Davide commetteva un errore, lasciava che questo influisse negativamente sulla propria fiducia (portandolo di conseguenza a sbagliare ulteriormente). 

Un altro fattore rilevante era costituito dalla presenza del suo allenatore a bordo campo, il quale gli urlava istruzioni durante la partita. Prestare attenzione ai commenti dell’allenatore a volte portavano Davide a pensare troppo, distraendolo dal vivo del gioco: un esitazione o la piu’ breve delle pause potevano fare la differenza tra una giocata ben eseguita o una palla persa.
Oltre a questo l’allenatore della squadra avversaria, avendo visto un video della squadra di Davide, indicava ai propri giocatori il modo in cui Davide stesse per giocare la palla, in modo da poterlo fermare. Davide mi disse che questo contribui’ ulteriormente alla perdita di fiducia in se’ stesso, distraendolo dall’eseguire le sue tattiche per contrastare quelle dell’allenatore avversario.
Infine Davide riporto’ la presenza, durante le partite, di osservatori provenienti da squadre professionistiche. Essendo all’ultimo anno di universita’, Davide sperava di poter giocare da professionista dopo la laurea. Era quindi molto importante per Davide fare un’ottima impressione di fronte agli osservatori: tuttavia, la paura di commettere errori era fonte di preoccupazioni e ansia.
Indubbiamente, ogni atleta preso in considerazione da osservatori (cosi’ come da allenatori di college nel caso in cui si trattasse di giocatiori provenienti dalle scuole superiori) vuole giocare al meglio. Il paradosso e’ che spesso il desiderio si trasforma in quel tipo di pressione che un giocatore inizia a sentire in tutte le cose che vuole fare come, per esempio, giocare al massimo delle proprie possibilita’.

Qualche anno fa’ la franchigia NBA Golden State Warriors prese il giocatore internazionale Jiri Welsch, un giovane talento. Una sera durante il suo primo anno Welsh fece 0 su 10 dal campo contro Orlando. Dopo la partita gli chiesi cosa fosse successo, e lui rispose “continuavo a pensare al bisogno di dimostrare al mio allenatore che merito un posto da titolare”. La pressione che senti’ venne ovviamente in conflitto con il suo stile di gioco.

Al di la’ di tutto cio’, Davide stava tornando da un infortunio nel pre-stagione e quindi non era nella miglior forma quando la sua squadra gioco’ contro la n.1 del Paese, facendo aumentare la frustrazione e diminuendo il suo livello di fiducia.

Tutti I fattori di cui ho parlato precedentemente hanno in comune il fatto di essere considerati distrazioni dalle cose che solitamente aiutano Davide a giocare nel miglior modo possibile e fanno risaltare il suo talento.

La cosa che puo’ aiutare Davide nel modo migliore e’ concentrandosi sulla partita nel modo in cui deve essere giocata, controllando continuamente il posizionamento della palla, la posizione dei suoi compagni, degli avversari ecc. e stare sufficientemente rilassato – sia fisicamente che mentalmente – in modo da poter prendere la miglior decisione sia con la palla che senza, e poterla eseguire con qualita’.

Tutto cio’ che’ provoca una diminuzione dell’attenzione su questi fattori diventa una distrazione. L’obbiettivo e’ rimanere sul proprio compito – e questo significa avere strategie utili a prevenire che altri fattori diventino distrazioni.

Riguardo ai commenti che il suo allenatore e l’allenatore dell’altra squadra stavano urlando da bordo campo, fu importante per Davide trovare un modo per limitare il modo in cui questi commenti potessero influire su di lui. Ovviamente, I commenti del suo allenatore potevano essere interpretati in modo particolarmente positivo aiutandolo nello sviluppo delle tattiche della partita. Lui doveva trovare un modo per, da una parte capire il contenuto dei commenti e, dall’altra, fare in modo che l’ascoltare questi commenti non lo portassero fuori ritmo o influissero negativamente sul suo livello di fiducia.

Per questo scopo, ho portato Davide attraverso una serie di esercizi di visualizzazione che potessero aiutarlo a diventare piu’ proficuo a proposito. insieme alle direttive che lui ha iniziato ad anticipare questi commenti cosi che quando questi si ripropongono nella sua mente, Davide non sara’ turbato come in passato. La stessa cosa e’ stata applicata ai commenti dell’allenatore avversario.

Anche la presenza di osservatori in tribuna presentava una potenziale distrazione. Giocare al massimo dipende dalla bravura di Davide nel rimanere concentrato su cosa stesse succedendo durante la partita, e non su cio’ che stesse passando per la mente riguardo qualche personaggio in tribuna. Ancora, paradossalmente, per avere la migliore possibilita’ di impressionare l’osservatore, Davide aveva bisogno di trovare strategie che prevenissero il distrarsi pensando ad impressionare l’osservatore.

La questione che riguarda Davide come capitano e leader della squadra presenta una situazione simile. La sua determinazione di essere un buon leader e’ ammirabile. Come molti di noi, Davide e’ sensibile sul fatto che un errore possa influire sul rispetto che un compagno piu’ giovane possa avere su di lui – e questo e’ da aggiungere alla pressione che gia’ sentiva.

Chiesi a Davide cosa dicesse ai compagni piu’ giovani della squadra in caso essi facessero un errore: “gli dico di tenere la testa alta e di non farsi influenzare dagli errori commessi” mi disse. Ma, in qualche modo, se uno dei suoi compagni piu’ giovani gli dicesse qualcosa di simile, la cosa non funzionerebbe. Se invece Davide dovesse pensare a certi giocatori professionisti fare certi commenti su di lui, cio’ sarebbe sembrato piu’ autentico e utile per convincerlo a ricordarsi che tutti possono commettere errori – nessuno e’ perfetto.

Riguardo gli stessi argomenti, una star del calcio britannico John Salako disse che “ quando sei sicuro di te stesso, non sei preoccupato di commettere errori”. In altre parole, come ricordato nella parte 1, ci sono certe situazioni o stati di pensiero dove atleti non sono infastiditi dal commettere errori. Riflettendo su questo, Davide riusci’ a sviluppare una maggiore abilita’ a rimanere concentrato sull’proprio compito.


© 2017 by Dr. Mitchell Smith. All Rights Reserved.

No comments:

Post a Comment