GESTIRE DISTRAZIONI
Davide, un giocatore all’ultimo anno di college, capitano della squadra di calcio, venne a trovarmi poiche’ era solito perdere fiducia in se’ stesso in determinati episodi. Per esempio mi disse che, a causa della sua posizione di leader, ogni qualvolta facesse un errore durante una gara, questo si ripercuoteva in modo negativo su di lui; per questo motivo temeva di perdere rispetto dai giocatori piu’ giovani. Quando Davide commetteva un errore, lasciava che questo influisse negativamente sulla propria fiducia (portandolo di conseguenza a sbagliare ulteriormente).
Oltre a questo l’allenatore della
squadra avversaria, avendo visto un video della squadra di Davide, indicava ai
propri giocatori il modo in cui Davide stesse per giocare la palla, in modo da
poterlo fermare. Davide mi disse che questo contribui’ ulteriormente alla
perdita di fiducia in se’ stesso, distraendolo dall’eseguire le sue tattiche
per contrastare quelle dell’allenatore avversario.
Infine Davide riporto’ la presenza,
durante le partite, di osservatori provenienti da squadre professionistiche.
Essendo all’ultimo anno di universita’, Davide sperava di poter giocare da
professionista dopo la laurea. Era quindi molto importante per Davide fare
un’ottima impressione di fronte agli osservatori: tuttavia, la paura di
commettere errori era fonte di preoccupazioni e ansia.
Indubbiamente, ogni atleta preso in
considerazione da osservatori (cosi’ come da allenatori di college nel caso in
cui si trattasse di giocatiori provenienti dalle scuole superiori) vuole
giocare al meglio. Il paradosso e’ che spesso il desiderio si trasforma in quel
tipo di pressione che un giocatore inizia a sentire in tutte le cose che vuole
fare come, per esempio, giocare al massimo delle proprie possibilita’.
Qualche anno fa’ la franchigia NBA
Golden State Warriors prese il giocatore internazionale Jiri Welsch, un giovane
talento. Una sera durante il suo primo anno Welsh fece 0 su 10 dal campo contro
Orlando. Dopo la partita gli chiesi cosa fosse successo, e lui rispose
“continuavo a pensare al bisogno di dimostrare al mio allenatore che merito un
posto da titolare”. La pressione che senti’ venne ovviamente in conflitto con
il suo stile di gioco.
Al di la’ di tutto cio’, Davide
stava tornando da un infortunio nel pre-stagione e quindi non era nella miglior
forma quando la sua squadra gioco’ contro la n.1 del Paese, facendo aumentare
la frustrazione e diminuendo il suo livello di fiducia.
Tutti I fattori di cui ho parlato
precedentemente hanno in comune il fatto di essere considerati distrazioni
dalle cose che solitamente aiutano Davide a giocare nel miglior modo possibile
e fanno risaltare il suo talento.
La cosa che puo’ aiutare Davide nel
modo migliore e’ concentrandosi sulla partita nel modo in cui deve essere
giocata, controllando continuamente il posizionamento della palla, la posizione
dei suoi compagni, degli avversari ecc. e stare sufficientemente rilassato –
sia fisicamente che mentalmente – in modo da poter prendere la miglior
decisione sia con la palla che senza, e poterla eseguire con qualita’.
Tutto cio’ che’ provoca una
diminuzione dell’attenzione su questi fattori diventa una distrazione. L’obbiettivo e’ rimanere sul proprio
compito – e questo significa avere strategie utili a prevenire che altri
fattori diventino distrazioni.
Riguardo ai commenti che il suo
allenatore e l’allenatore dell’altra squadra stavano urlando da bordo campo, fu
importante per Davide trovare un modo per limitare il modo in cui questi
commenti potessero influire su di lui. Ovviamente, I commenti del suo
allenatore potevano essere interpretati in modo particolarmente positivo
aiutandolo nello sviluppo delle tattiche della partita. Lui doveva trovare un
modo per, da una parte capire il contenuto dei commenti e, dall’altra, fare in
modo che l’ascoltare questi commenti non lo portassero fuori ritmo o
influissero negativamente sul suo livello di fiducia.
Per questo scopo, ho portato Davide
attraverso una serie di esercizi di visualizzazione che potessero aiutarlo a
diventare piu’ proficuo a proposito. insieme alle direttive che lui ha iniziato
ad anticipare questi commenti cosi che quando questi si ripropongono nella sua
mente, Davide non sara’ turbato come in passato. La stessa cosa e’ stata
applicata ai commenti dell’allenatore avversario.
Anche la presenza di osservatori in
tribuna presentava una potenziale distrazione. Giocare al massimo dipende dalla
bravura di Davide nel rimanere concentrato su cosa stesse succedendo durante la
partita, e non su cio’ che stesse passando per la mente riguardo qualche
personaggio in tribuna. Ancora, paradossalmente, per avere la migliore
possibilita’ di impressionare l’osservatore, Davide aveva bisogno di trovare
strategie che prevenissero il distrarsi pensando ad impressionare
l’osservatore.
La questione che riguarda Davide
come capitano e leader della squadra presenta una situazione simile. La sua
determinazione di essere un buon leader e’ ammirabile. Come molti di noi,
Davide e’ sensibile sul fatto che un errore possa influire sul rispetto che un
compagno piu’ giovane possa avere su di lui – e questo e’ da aggiungere alla
pressione che gia’ sentiva.
Chiesi a Davide cosa dicesse ai
compagni piu’ giovani della squadra in caso essi facessero un errore: “gli dico
di tenere la testa alta e di non farsi influenzare dagli errori commessi” mi
disse. Ma, in qualche modo, se uno dei suoi compagni piu’ giovani gli dicesse
qualcosa di simile, la cosa non funzionerebbe. Se invece Davide dovesse pensare
a certi giocatori professionisti fare certi commenti su di lui, cio’ sarebbe
sembrato piu’ autentico e utile per convincerlo a ricordarsi che tutti possono
commettere errori – nessuno e’ perfetto.
Riguardo gli stessi argomenti, una
star del calcio britannico John Salako disse che “ quando sei sicuro di te
stesso, non sei preoccupato di commettere errori”. In altre parole, come
ricordato nella parte 1, ci sono certe situazioni o stati di pensiero dove
atleti non sono infastiditi dal commettere errori. Riflettendo su questo,
Davide riusci’ a sviluppare una maggiore abilita’ a rimanere concentrato
sull’proprio compito.
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